Una Juventus appena sufficiente batte la compagine sarda, soffrendo e sbuffando

Nonostante la partenza lampo con lo splendido gol di Dybala, serpentina rapida chiusa di destro in rete scivolando, che si insacca alle spalle di Cragno, la Juve accusa il ritorno degli isolani, abbassa il ritmo e concede una rete, che mette all’indice la disattenzione difensiva di Cancelo che là dietro, in fase di ripiego, deve ancora migliorare, e pure parecchio. Anche se il controllo orientato di Joao Pedro è di buona fattura, la mancata chiusura appare evidente.

Troppi errori di palleggio, appoggi sbagliati, una Juventus che chiude il primo tempo in vantaggio con l’autorete di Bradaric, con lo stesso giocatore protagonista, poco dopo, di un evidente fallo di braccio in area, che nonostante la revisione del Var e dell’arbitro al monitor, non viene concesso. Errore palese, vero che l’aiuto tecnologico non è la panacea di tutti i mali o il risolutore assoluto della verità, ma i replay sono impietosi e confermano la doppia svista dell’arbitro Mariani e dei suoi colleghi al video.

Il secondo tempo vede una Juve che cerca di colpire e affondare il match definitivamente, esponendosi però a pericolose iniziative rossoblú che fanno tremare i supporter bianconeri. È una Juve ancora preda di amnesie ed errori di misura nei passaggi, l’entrata di Cuadrado serve per coprire meglio gli spazi, tamponando e ripartendo. Dopo un rischio clamoroso salvato da Benatia, che risolleva la prestazione insufficiente della prima frazione di gioco del difensore, la ripartenza fulminea targata Ronaldo-Cuadrado chiude il match e porta la vittoria in carniere.

Una Juve straordinaria nei punti totalizzati, 31 in 11 gare in campionato, una sorta di dogma del calcio, un bottino pazzesco che significa 10 successi e un pareggio, con il Genoa, consacrando la capolista. Vittoria importante, preziosa, una risposta secca alle goleade di Napoli e Inter, ma la prestazione non ha esaltato nessuno, con parola d’ordine per la Vecchia Signora chiarissima: solidità difensiva e lucidità maggiore nella gestione dei passaggi, sia in uscita che in fase di costruzione gioco, per evitare rischi inutili. Szczesny, Bentancur e Dybala tra i migliori, match poco consistente di Pjanic, De Sciglio e Cancelo, con un Douglas Costa che va recuperato e portato al giusto grado di forma al più presto, per il bene di tutti.

Ora testa allo United, torna la Champions allo Stadium mercoledì sera, e l’occasione per chiudere i destini del girone in faccia a Mourinho e Pogba é di quelle da non fallire.

Franco Leonetti

 

2018-11-04T11:36:49+02:00Novembre 4th, 2018|Franco Leonetti|